Salve a tutte e tutti! Iniziamo questa nuova avventura che sarà "Kimchi", una trasmissione esclusivamente musicale che si terrà ogni giovedì dalle 21 alle 22 sulla webradio Transizione di Fase www.transizionedifase.org
Il Kimchi è un piatto vegetariano mooolto piccante tipico della cucina coreana, si preparà in diversi modi ma in generale lasciando fermentare le verdure nella salsa al peperoncino. Probabilmente sarà il mio piatto preferito del prossimo anno,dal momento che mi troverò a vivere in Corea del Sud per motivi di studio e, fidatevi, essere vegetariani in un paese in cui gran parte della popolazione trova deliziosa la carne di cane non sarà facile! Ma questa è un’altra storia, questo blog nasce per fare compagnia alla trasmissione che vi farà compagnia un’ora a settimana, proponendovi musica di tutti i tipi e di tutti i laghi (cit.).
Nel frattempo colgo l’occasione per diffondere un evento a cui probabilmente parteciperò questo fine settimana, si tratta di una due giorni di incontri e condivisioni sul punk anarchico che si terrà tra Torre Maura squat e il Bencivenga occupato. Sono molto curiosa di vedere questa mostra sulla Roma punk degli anni ’80!
Lo stesso giorno 26 giugno 2010, a partire dal primo pomeriggio, più precisamente le
14, da piazza Cavour partirà il corteo del Napoli pride e invito tutti, lesbiche, gay, bisex e trans antifascisti di Napoli e del resto del mondo a partecipare!
Ecco il comunicato:
Il 26
giugno Napoli ospiterà il Pride Nazionale. Si aprano le danze, si
scelgano i merletti si prendano gli ombretti, si infilino nei capelli
fiocchi e ferretti. Scenderemo in piazza con lo stesso spirito di
Stonewall, celeberrimo nightclub frequentato da transessuali e
transgenders da cui nel 1969 è partito il Movimento LGBT/QI.
Lottiamo
per l’ uguaglianza nei diritti, per la dignità e il rispetto, vogliamo
visibilità e libertà!
Napoli è
la città in cui da un anno la mobilitazione di tutto il movimento non ha
lasciato alcuno spazio al fascismo,
giungendo fino alla cacciata di Casa Pound, per evitare che le molte
contraddizioni, le stesse che si susseguono in tutto il paese a ritmi
sempre più incalzanti e che rischiano di diventare substrato culturale,
sedimentino diventando ingestibili. Non vorremmo sembrare catastrofiste
per questa festosa giornata di lotta, ma follemente vive, anche se
arrabbiate a causa della situazione politica e sociale italiana che va a
rotoli, per usare un garbato eufemismo.
Avessimo
avuto a disposizione tre desideri cosa avremmo scelto? Non lo sapremo
mai, sappiamo quello che abbiamo fatto, scendendo in strada e
opponendoci ad ogni costo all’ occupazione dei neofascisti nei nostri
quartieri, lottando contro il razzismo istituzionalizzato, lottando
contro la medicalizzazione mercificazione forzata dei nostri corpi.
Continuiamo a dover lottare per diritti basilari, per il lavoro, per la
cittadinanza, per il rispetto, e contro ogni forma di ghettizzazione a
fronte della prepotenza di governi per i quali la parola democrazia non è
altro che un alibi per controllare e reprimere, sempre pronti a
piegarsi all’ingerenza vaticana, forte e ingombrante in uno Stato che
per Costituzione si ritiene laico. Allo stesso modo nn possiamo goderci
neanche quei pochi diritti che abbiamo conquistato con anni di lotte,
perché il loro prezzo aumenta ogni giorno di più e un numero sempre più
grande di persone non possono più permettersi di comprarne, come fossero
patate al mercato del pesce. Sottolineiamo ancora una volta la piena
cittadinanza e l’autodeterminazione dei soggetti LGBTQI, degli
omosessuali, trans e immigrati reclusi nei cie, come delle sexworkers,
delle donne, in egualmodo degli antifascisti, antisessiti e
antirazzisti.
L’
autodeterminazione è necessità e di necessità facciamo virtù. I vizi
non ci mancano, sia chiaro, perché il nostro corpo non possiamo
mortificarlo troppo, come vorrebbe il Vaticano, che legittima violenze
giustificandole come ordine naturale e morale. La naturalità
dell’identità di genere, dell’identità sessuale e degli atti sessuali di
ciascun individuo, sono costruite socialmente, come un abito con gira
la moda, arbitrariamente assegnate, come a tocco o nella morra cinese,
gli individui non possono essere identificati usando termini generali
come eterosessuale, maschio o femmina, mettiamo in discussione la
creazione di categorie ed entità-gruppo artificiali e socialmente
assegnate. Preferiamo mettere al centro dell’attenzione il problema
delle differenze multiple, decostruendo stereotipi classisti,
opponendoci al costrutto ingabbiante di genere definito. Ribellandoci
alla cultura patriarcale della norma(lità). Decostruendo le
terminologie, l’uso delle parole con cui veniamo nominate che creano le
differenze sociali che ci opprimono. Ci opponiamo alla criminalizzazione
e alla patologizzazione delle scelte che riguardano il nostro corpo e
la nostra libertà sessuale e di genere.
Siamo
follemente vive se pensiamo al nostro corpo in maniera liberata, se
viviamo il nostro corpo in maniera libera, se nessun oppressore ci
opprime, ci limita o giudica la percezione che possiamo avere del nostro
corpo, se siamo libere di ripetere i concetti due volte per essere
comprese e per comprendere.
Siamo
immensamente accorte a non cadere nella trappola tesa dalle attuali
sembianze del fascismo: non
scelta, adesione meccanica a una propaganda esterna e continua,
sicurezza in ogni salsa che infondo è sentirsi sicuri solo nelle vesti
di un normotipo omologato con in tasca una carta di credito (illimitata)
o un tirapugni d’ oro. Ma la strada è ancora lunga, non si limita al
percorso del Pride nel giorno del Pride. C’è qualcosa di sottile ma
saldo che unisce le lotte di noi tutt*, di tutte quelle favolosità che
credono che l’ unico modo per ottenere diritti è estenderli e
moltiplicarli. Resteremo a guardare quando si vorrà praticare il TSO o
l’elettroshock per la depressione post parto? possiamo tollerare ancora
Bagnasco generaledell’esercito?
Scendiamo
in piazza per
ricordare le aggressioni ai danni di omosessuali, trans, donne,
immigrati che le destre rendono normalità con le ronde, con le leggi
razziali come il pacchetto (in)sicurezza, come i rimpatri, i cie,
attraverso la morale clericale giustificata e appoggiata fin troppo dal
Governo. Scendiamo in piazza il 26 contro il ritorno di pratiche
fasciste, contro l’oscurantismo.
Scendiamo
in piazza per Joy, Hellen e le altre donne, immigrate, trans, sexworkers
vittime degli stupri di Stato, del patriarcato, delle violenze
domestiche che avvengono nella tanto decantata famiglia normativizzata.
Contro il malessere della sanità pubblica, la privatizzazione
dell’università, la precarizzazione dei nostri lavori e delle nostre
vite, contro le sanzioni a discapito di trans e sexworkers che lavorano
per strada. Vogliamo cittadinanza e pari opportunità per tutt*, nel
lavoro, nello studio, perché il sessismo e l’oppressione ci colpisce
tutt*. Vogliamo libertà sessuale, per i soggetti lgbtqi come per le
donne, contro la cultura misogina, patriarcale e machista di questo
Stato.
Orgogliose
di non far parte di quell’unica minoranza ricca, maschia, bianca,
eterosessuale, cristiana e in buona salute che detiene il potere e che
produce crisi e delinea un modello sociale ingabbiante. Siamo lesbiche,
femministe, trans, donne, disoccupate, froci, frocie, sieropositive,
lavoratrici, migranti, studentesse, puttane, precarie&rappresentiamo
la realtà politica antifascista, antirazzista, antisessista napoletana.
coll.
lgbtiq Tiresi@, coll. femminista DeGeneri, Coll. femminista Pachamama,
Coll. di genere Sora Rossa
ADERISCONO:
Trans*nival – osservatorio No Forum 2013 – N’ata Palla! – coll. tilgbq
SuiGeneris(RM) - laboratorio di genere "le Malefiche"(RM) – coll.
femminista "le Ribellule"(RM) – coll. di femministe e lesbiche "la Mela
di Eva"(RM) – la Roboterie(LI) – associazione "Sott ‘ e
‘ngoppa", sportello antiviolenza Lilith – coll. femminista universitario
"le Facinorosse" (RM) – coll. femminista "filles insurgèes"(MI) –
laboratorio sociale RESET(PZ) – Radio Red*Azione(PZ) – coll. lgbtiqui
"Cime di Queer"(BA) – Glamorama – caffé letteralmente queer(BA) - csa
ex-canapificio(CE) – Azione Gay e Lesbica(FI) – coll. queer "le
Frangette Estreme"(BO) – OpenMind(CT) - coll.
femminista "Malefimmine" (PA) – Laboratorio Antifascista Palermitano
per
adesioni: spazialtri@autoproduzioni.net
Cosa c’è più piccante di un corteo per l’orgoglio omosessuale?
A presto!